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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Prima di approfondire il discorso PHP, qualche consiglio per predisporre un ambiente adeguato alla programmazione di questo linguaggio. Per le macchine Windows riferirsi a WAMP, facilmente installabile e scaricabile dal sito ufficiale qui.
Per le macchine Linux comportarsi come segue:
installiamo Apache digitiamo da terminale:
sudo apt-get install apache2
per poterlo testare dobbiamo aprire un browser e inserire nell’URL http://localhost/.
Se tutto funziona dovrà comparire “It works”.
Ora installiamo Php 5 sempre da terminale:
sudo apt-get install php5 libapache2-mod-php5
Per fare in modo che Apache e Php funzionino assieme e in sincronia dobbiamo riavviare Apache:
sudo /etc/init.d/apache2 restart
per testare che fino ad ora tutto funzioni come vogliamo, facciamo un breve test.
Creiamo un file testphp.php:
sudo gedit /var/www/testphp.php
digitiamo una funzione php nel file appena creato:
salviamo e nel nostro browser inseriamo l’indirizzo: http://localhost/testphp.php.
Se tutto funziona correttamente dovremmo visualizzare una pagina delle informazioni di php.
Ora installiamo MySql.
Installiamolo:
sudo apt-get install mysql-server
ora dobbiamo modificare la password. Entriamo come root da terminale:
mysql -u root
e poi digitiamo:
SET PASSWORD FOR 'root'@'localhost' = PASSWORD('yourpassword');
cambiando yourpassword con la password da voi scelta.
Per poter facilmente lavorare con MySql installiamo phpMyAdmin:
sudo apt-get install libapache2-mod-auth-mysql php5-mysql phpmyadmin
Ora non ci resta che riavviare Apache
sudo /etc/init.d/apache2 restart
ed abbiamo finito.
Alla prossima.
 Per valutare le potenzialità di scripting del linguaggio PHP è necessario, per prima cosa, prendere in considerazione la sua capacità di interazione con l'HTML e l'XML. Riconsiderando l'esempio della scorsa lezione, possiamo far sì che l'output prodotto da un comando echo non sia semplice testo, ma piuttosto HTML, in particolare per rendere 'Hello world!'in grassetto scriveremo il seguente codice: <html> <head> <title>Il mio primo programma PHP</title></head> <body> <?php echo "<b>Hello world!</b>"; ?> </body> </html> Quindi con il semplice accorgimento di aggiungere dei tag HTML alle nostre stringhe di output, renderemo le pagine prodotte dinamiche, potremo manipolare a nostro piacimento ogni caratteristica della pagina che sia specificata da tag HTML. Ovviamente lo stesso discorso vale per il linguaggio XML. Nella prossima lezione vedremo esempi più articolati relativi alla creazione di pagine dinamiche.
 PHP è un linguaggio di scripting interpretato, quindi, il motore del linguaggio si limita ad eseguire gli script senza compilarli o convertirli in formato binario. Darò per scontato che l'interprete di PHP sia già installato e funzionante sul vostro computer! Ovviamente i file PHP hanno estensione .php, anche se, ad onor del vero, molti si servono ancora delle vecchie estensioni: .php3 e .phtml. Come funziona nella pratica l'interprete? Quando il server web riceve una richiesta per un file '.php', lo stesso passa al motore PHP e viene elaborato una riga per volta; per quanto riguarda le righe che non contengono il codice PHP (spesso righe con TAG HTML, script di Java e similari), il server le invia inalterate ed esegue qualunque codice di script compreso tra i tag: ' <?php' e ' ?>'. Tenendo presente queste semplici osservazioni, possiamo scrivere il nostro primo programma PHP all'interno di un file HTML: <html> <head> <title>Il mio primo programma PHP</title></head> <body> <?php echo "Hello world!"; ?> </body> </html>Con questo codice verrà visualizzata la classica scritta di apertura:"Hello world!". N.B. Per poter verificare che i parametri di installazione di PHP sul vostro server sono corretti è necessario passare all'interprete le seguenti righe di codice: <?php phpinfo(); ?>Alla prossima!
Che Javascript sia un linguaggio di scripting spesso utile e versatile di certo è noto agli sviluppatori che lavorano in questo settore.
In particolare vorrei porre l'accento su come, grazie a questo linguaggio, sia semplice risolvere i problemi inerenti ai modal popup, ultimamente molto utilizzati nel web.
Nella progettazione e sviluppo di interfacce per l'utenza, una finestra modale è una finestra 'figlia' che richiede all'utente un'interazione prima che egli possa ritornare ad operare sull'interfaccia di riferimento, questo per prevenire il workflow dell'applicazione nella finestra principale. Le finestre modali sono spesso chiamate finestre pesanti o di dialogo modale perchè vengono utilizzate per visualizzare i cosiddetti 'dialog box'.
A questo proposito vi rimando alla consultazione di questa pagina, seguendo il collegamento si possono trovare varie forme di modal popup facilmente personalizzabili.
La nostra azienda ha avuto cura, in particolare, di definirne una classe propria per consentire il preview dei template di siti web sviluppati in seno alla nostra unità di programmazione.
La libreria di riferimento è stata scaricata più di 5000 volte, segno inconfondibile di un ottimo codice e di una possibile applicazione della libreria molto estesa.
Cordiali saluti
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